'Vuoi una pizza?' — domanda semplice. Risposta complicata: che tipo di pizza?
L'Italia ha decine di stili regionali, ognuno con una storia, una consistenza, un'occasione. Ti spieghiamo le tre più diffuse — e quando ognuna fa la differenza.
1. Pizza Romana (la 'scrocchiarella'). Sottile, croccante, bordi bassi. Si stende con il mattarello. Cottura veloce ad altissima temperatura. La regola: 'più sottile possibile', quasi traslucida. Si rompe con le mani con un 'crock' caratteristico.
Quando sceglierla: per chi ama la croccantezza, per cene leggere, per chi non ama l'impasto 'panoso'.
2. Pizza Napoletana. Soffice al centro, bordo alto e gonfio (il 'cornicione'), umida sotto. Si stende a mano. Cottura velocissima (60-90 secondi) a 450-500°C in forno a legna.
Quando sceglierla: per chi cerca tradizione mediterranea, per le pizze classiche (Margherita, Marinara), per chi ama l'impasto morbido.
3. Pizza in Padellino. Stile tipico torinese-piemontese. Stesa in una teglia tonda, cottura medio-bassa che dura più a lungo. Bordo croccante, interno soffice, fondo dorato.
Quando sceglierla: per chi ama la sensazione 'gourmet', per condimenti ricchi, per cene più sostanziose.
Le basi 60Lab e gli stili. Tonda 30cm → Napoletana classica. Pala 30x40 → Romana al taglio. Quadrata → Romana al taglio. Padellino → padellino. Mini Pala → snack o aperitivo.
Tre stili, una passione: la pizza italiana.